Rispetto ad Eutropia

Fabbrica cognitiva, città intelligenti, robotica, internet delle cose: è il filo digitale che attraversa tutta la catena industriale — cambiando il modo di progettare, realizzare e distribuire prodotti e servizi.

In tale orizzonte, Eutropia è una comunità plurale, ricca, inclusiva, aperta a tutti — data scientist, data engineer, artigiani digitali, innovatori sociali, imprenditori, sperimentatori, docenti, artisti, … — in cui si possano condividere opportunità di raccontare, di ragionare, di contaminare saperi ed esperienze, a partire dal contesto territoriale e lavorativo di ciascuno.
Qui, intanto — ma anche costruendo occasioni e luoghi concreti di incontro: workshop, laboratori, talk, eventi, esposizioni…

Chiamiamo Eutropia la nostra rete collaborativa perché Eutropia è — ne Le città invisibili di Italo Calvino — la città delle comunicazioni, delle interazioni, degli incontri, delle dinamiche potenzialità. E da Italo Calvino — in Lezioni americane — prendiamo in prestito anche i valori di riferimento del nostro lavoro: leggerezza, rapidità, esattezza, visibilità, molteplicità.

Il modello della prossima rivoluzione industriale sarà quello dei maker e dell’internet abitata dalle cose, della manifattura distribuita sostenuta dalle dinamiche collaborative dell’open innovation, dello scambio e condivisione di saperi, know-how e strumenti — nel quale tecnologie, linguaggi, modalità di creazione e di trasmissione stanno cambiando così rapidamente e in profondità.

Vorremmo attraversarlo con pensieri e pratiche i più lunghi e i più larghi possibile. Lunghi e visionari nel tempo. E larghi nello spazio, nell’apertura alle differenze e alle alterità, nelle capacità di inclusione e di valorizzazione.

Perché il futuro è aperto — ed è questa la temporalità in cui viaggeremo.