Leonardo Sinisgalli ― La Civiltà delle Macchine

A Matera ieri ― nell’ambito di Materadio, la festa di RAI Radio3 dedicata quest’anno all’utopia ― si è parlato di utopia e distopia della scienza ricordando Leonardo Sinisgalli e La Civiltà delle Macchine. La Civiltà delle Macchine è stata la bellissima rivista aziendale di Finmeccanica ― fondata appunto nel 1953 dal poeta-ingegnere lucano Leonardo Sinisgalli, e da lui diretta fino al 1958 ― con il proposito di gettare un ponte tra culture scientifiche ed umanistiche, in cui arte e scienza diventavano strumenti per facilitare la comprensione della tecnologia.

Rivista letteraria o di divulgazione scientifica? Né l’una né l’altra, oppure entrambe, o forse altro ancora.

«La scienza e la tecnica ci offrono ogni giorno nuovi ideogrammi, nuovi simboli, ai quali non possiamo rimanere estranei o indifferenti, senza il rischio di mummificazione o di una fossilizzazione totale della nostra coscienza e della nostra vita. L’uomo nuovo che è nato dalle equazioni di Einstein e dalle ricerche di Kandinskij è forse una specie di insetto che ha rinunciato a molti postulati: è un insetto che sembra incredibilmente sprovvisto di istinto di conservazione. […] L’arte deve conservare il controllo della verità, e la verità dei nostri tempi è una verità di natura sfuggevole, probabile più che certa, una verità “al limite”, che sconfina nelle ragioni ultime, dove il calcolo serve fino ad un certo punto e soccorre una illuminazione; una folgorazione improvvisa. Scienza e poesia non possono camminare su strade divergenti».

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *