Pokémon Go: presta sempre attenzione all’ambiente che ti circonda

Presta sempre attenzione all’ambiente che ti circonda — è questa la raccomandazione a tutto schermo quando si avvia l’app di Pokémon Go: ricordati che esistono i semafori, le strisce pedonali, il traffico, le altre persone, e più in generale una più discreta realtà meno ludica e meno aumentata.

«Più usata di Whatsapp, genera dipendenza, pericolose distrazioni, fa scoprire cadaveri e rende vulnerabili alle rapine. Non è una droga, non è un device di ultima generazione, ma un gioco, un videogioco per iOS e Android, dedicato ai Pokémon, gli antesignani di Peppa Pig e i successori di Holly e Benji» scrive Bianca Terracciano.

Ed è una formidabile approssimazione di quella magnifica ossessione del marketing che si chiama implacement: neanche più marketing di prossimità, ma precisa localizzazione identitariaimmedesimazione in un altro mondo che è anche questo mondo.

Un altro mondo è possibile: è stata — quindici anni fa — l’ultima utopia, ed anche l’ultimo esperimento di fiducia nella possibilità di stare insieme in un movimento forte perché internazionale, globale e critico, che da Seattle a Genova avvertiva i rischi di una globalizzazione fatta male, non uguale per tutti, ingiusta. L’ultimo esperimento di solidarietà e di appartenenza collettiva prima che il mondo cominciasse a disintegrarsi.

Sì, un altro mondo è possibile.

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